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venerdì 8 marzo 2019

QUANDO L'ANIMA LATIN INCONTRA QUELLA BLACK: LE BUONE VIBRAZIONI DI CARLOS SANTANA E GLI ISLEY BROTHERS.

  La storia della musica è fatta spesso d'incontri fortunati, e quando due anime vere della musica s'incontrano e si sintonizzano sulla stessa frequenza, non potevano non creare un prodigio sonoro come POWER OF PEACE. 
  Pubblicato nel 2017, POWER OF PEACE è un disco potente e delicato al tempo stesso. La voce in falsetto di Ronald Isley ed il suono della chitarra di Carlos Santana sono subito riconoscibili e ben si amalgamo tra loro regalando all'udito solo buone vibrazioni. 
  C'è da dire che i due avevano già fatto le prove generali nel precedente disco di Santana (Santana IV del 2016, con la reunion della storica band), dove Ronald Isley impreziosisce con la sua voce ben due brani (Love Makes The Word Go Round e Freedom In Your Mind). Quindi era nell'aria che il buon Carlos riuscisse a realizzare il suo sogno, ovvero quello di fare un disco con i fratelli Isley al completo: Ronald alla voce ed Ernie a contrappuntare gli arrangiamenti con la sua chitarra ritmica. 
  Un lavoro discografico costruito tutto in famiglia, perchè insieme ai tre capi banda, ci sono la moglie di Carlos, Cindy Blackman alla batteria e le due rispettive signore Isley ai cori: Kandy Johnson (moglie di Ron) e Tracy Isley (moglie di Ernie).
  E' sostanzialmente un disco di cover, tranne I Remember scritta da Cindy. L'apertura è corposa con tre brani dalle sonorità forti: Are You Ready dei Chamber Brothers, Total Destruction To Your Mind di Swamp Dogg e Higher Ground di Stevie Wonder. Gli animi si placano con la bellisima interpretazione di un classico di Billie Holiday, God Bless The Child. I Remenber, come dicevamo è l'unico brano inedito, quasi unplugged, dove si fa notare la voce di Cindy e l'accompagnamento al piano di Greg Phillinganes. Curtis Mayfield è l'autore di Gypsy Woman e il falsetto di Ronald non fa certo rimpiangere quello dell'autore. Con I Just Want To Make Love To You di Willie Dixon siamo nella sfera del rock-blues puro. Su onde sonore similari, viaggia la versione di Love, Peace, Happiness dove ritroviamo i fratelli Chambers come autori. 
   Gli animi finalmente si placano ed è la voce di Ronald ad accompagnarci in questo viaggio di suoni delicati pieni di soul, e non potrebbe essere diversamente con What The World Needs Now Is Love Sweet Love, una delle più belle canzoni scritte da Burt Bacharach e subito dopo con una versione di Mercy Mercy Me (The Ecology) in cui Ronald Isley si trova proprio a suo agio insieme ai contrappunti della chitarra di Carlos Santana, un marchio di fabbrica universale. 
   Siamo quasi arrivati alla fine di questo viaggio ricco di note musicali, e ritroviamo ancora una ballad Let The Rain Fall On Me scritta dalla coppia Aaron Bell e Houston Person e che a suo tempo fu interpretata da Leon Thomas. Il disco si chiude, e non poteva essere diversamente, con una preghiera in chiave gospel: tale potrebbe essere Let There Be Peace On Earth scritta dalla coppia (anche nella vita) Sy Miller e Jill Jackson, dove tutti musicisti che hanno contribuito alla buona riuscita di POWER OF PEACE si fanno sentire con un loro contributo sonoro in un finale corale pieno di pathos. 

The Isley Brothers & Carlos Santana - 'Power of Peace', Legacy/Sony Music - 2017 

a cura di : Gianfranco Ventrosini  




  

mercoledì 10 maggio 2017

IL MITO DELLA MOTOWN RECORDS SVELATO DENTRO E FUORI.

Insieme a 'Soul Music di P. Guralnick' e 'Motown. Storia e leggenda di N. George' con questo monumentale 'Motown. Il sound della giovane America' si ha un trittico fondamentale per comprendere a fondo, quanto la black music, per un buon trentennio ('60/'70/'80) abbia condizionato in modo rilevante la cultura socio-politica e musicale dell'America e non solo.
Adam White è un giornalista musicale di lungo corso che già in passato ha raccontato la storia della Motown e scritto un libro sul mitico team di compositori: Holland/Dozier/Holland. Nel libro è tutto ben documentato, anche perchè White non è solo nel riportare alla luce storie e aneddoti di quegli anni, ha chiesto in aiuto la memoria storica di uno dei protagonisti che dietro le quinte ha reso possibile l'affermazione della 'prima casa discografica di black music rivolta ad un pubblico di ascoltatori bianchi'. Stiamo parlando di Barney Ales, amico e braccio destro di Berry Gordy, e colui che fino al 1972 si sarebbe occupato in prima persona della distribuzione e diffusione radiofonica di tutto quello che usciva dagli studi Motowm di Detroit (poi ci fu il trasferimento in California voluto dallo stesso Gordy e i due si separarono).  
Il 'soul' per antonomasia era targato Detroit in quegli anni. Era, se vogliamo, anche un genere musicale un po' ingenuo ed edulcorato, dove i testi delle canzoni erano spesso incentrati sull'amore, ma sempre ben curato: gli arrangiamenti orchestrali stile Motown si riconoscono tra mille. Smokey Robinson, Diana Ross & Supremes e Marvin Gaye sono stati per molti anni i testimoni del successo del 'soul' presso i bianchi, non solo in America ma spesso, più che mai, anche in Europa, dove molti giovani rockers alle prime armi, in Inghilterra ascoltavano sui dischi d'importazione questa nuova musica fatta da neri. 
A farci comprendere quanto sia stata importante la soul music targata Motown in Inghilterra, ci viene in aiuto la breve prefazione al libro di un signore che si chiama Andrew Loog Oldham. Ovvero colui che non solo ha scoperto i Rolling Stones, diventandone anche manager e produttore per alcuni anni, ma che negli anni '70 fu chiamato dalla Motown a gestire la neo etichetta discografica Rare Earth. Nel suo breve racconto Oldhan ci conferma che a metà anni '60, il soul proveniente dalla lontana Detroit era un culto per tanti giovani musicisti in cerca di successo, e non era raro riunirsi a casa di qualcuno per ascoltarne i dischi provenienti oltre oceano: immaginatevi Mick Jagger, Keith Richard e Paul McCartney sbavare all'ascolto di un 45 giri di Marvin Gaye pre What's Going On. 
Ma la società stava cambiando, i diritti civili fecero la loro parte, ed il primo soul smielato lasciò il passo a qualcosa di più profondo: si fece largo il giovane Stevie Wonder con i suoi testi impegnati, seguito dallo stesso Gaye e poi altri ancora, spesso con enormi ed inaspettati succesi in tutto il mondo. Negli anni '80 la Motown, ormai Californiana, ha espresso poco o niente, qualche meteora ad eccezione dei Commodore con Lionel Richie e di Michael Jackson sotto la tutela di Quincy Jones.
E' un bel libro da leggere ma anche da gustare un po' alla volta vista la quantità di materiale iconografico, corredato spesso anche da note esplicative, quasi un secondo libro che serve anche per immergerti, durante la lettura, nello spazio temporale in cui i fatti si svolgevano. 

a cura di : Gianfranco Ventrosini

A. White - Motown. Il sound della giovane America. (L'Ippocampo, 2015) - €49,90 

Consigliati per un approfondimento:
P. Guralnick - Soul Music. Gli anni d'oro della soul muisc. (Arcana, 1987/2009) - €18,70
N. George - Motown. Storia & leggenda. (Arcana, 2010) - €22,50